Ieri, l’11 aprile 2024, il Parlamento europeo ha approvato con 336 voti favorevoli, 163 contrari e 39 astensioni una risoluzione per chiedere di inserire nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea l’emendamento per includere nell’articolo 3
“il diritto all’autonomia decisionale sul proprio corpo, all’accesso libero, informato, completo e universale alla salute sessuale e riproduttiva e a tutti i servizi sanitari correlati senza discriminazioni, compreso l’accesso all’aborto sicuro e legale“.
Già dal luglio 2022 il Parlamento aveva iniziato a lavorare al fine di una più ampia tutela dei diritti riproduttivi. Il nuovo diritto è stato quindi ufficializzato, benché la sua approvazione richieda ancora diversi passaggi. La risoluzione, a oggi, non è vincolante e necessita l’adesione alla proposta di tutti i 27 Stati membri per essere inclusa nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione. I problemi potrebbero non essere irrisori nel percorso per la definizione e l’inclusione di tale diritto nella Carta, considerato come l’interruzione volontaria di gravidanza rimane fortemente limitata in alcuni Paesi, che con ogni probabilità porrebbero il proprio veto sulla proposta in questione.
Non sono infatti tardate le prime critiche in nome del “diritto alla vita” sin dal concepimento, in un’ottica di chiara opposizione a un allargamento e consolidamento di alcuni diritti riproduttivi, in senso chiaramente contrario al diritto all’autodeterminazione individuale femminile (e non) in questo ambito.
L’approivazione della propost di emendamento rimane comunque di portata storica, con l’Unione Europea come capofila del processo progressista e di ampliamento del ventaglio dei diritti riproduttivi.
Consigli di lettura:
Narrativa:
- A. Ernaux, L’evento, L’orma, 2019.
Saggistica:
- C. D’Elia, G. Serughetti, Libere tutte. Dall’aborto al velo, donne nel nuovo millennio, Minimum Fax, 2021.
- A. Giffi, P. Stelliferi, L’aborto. Una storia, Carocci, 2023
- G. Scirè, L’aborto in Italia. Storia di una legge, Mondadori, 2011.
