[“French Senate, Main Assembly Hall” by Pierre Metivier is licensed under CC BY-NC 2.0 ]
Dopo un primo momento di palpabile entusiasmo rispetto alle posizioni del Senat in Francia, i sostenitori di una riforma più radicale del sistema bioetico hanno subìto una forte delusione. La maggioranza repubblicana ha infatti posto il veto su due grandi temi: da un lato il doppio dono di gameti, mentre dall’altro l’autoconservazione dei gameti.
Il doppio dono di gameti è un trattamento che consiste nel ricevere un dono sia di spermatozoi, sia di ovociti al fine di ottenere un concepimento. L’autoconservazione, invece, consiste nella scelta di crioconservare (“congelare”) spermatozoi od ovociti a prescindere dall’esistenza di un criterio patologico. In Francia, infatti, è possibile richiedere la crioconservazione soltanto quando la persona interessata sia affetta da una patologia che possa inficiarne la fertilità (come nel caso di patologie oncologiche che richiedano terapie chemio/radioterapiche).
Rispetto al doppio dono è cruciale ricordare come in Francia sia invece già possibile adottare un embrione, così come, in modo speculare, per una coppia è possibile dare in adozione un embrione (tra quelli c.d. soprannumerari, cioè creati nel corso di una PMA, ma non trasferiti nell’utero della donna). Va da sé che il legame genetico tra coppia adottante ed embrione è inesistente. Per questo le ferree opposizioni di alcuni senatori al doppio dono appaiono faziose e infondate.
Come nel caso del senatore Dominique de Legge (Les Républicains – LR), che vede nell’apertura al doppio dono
« una rottura biologica » a fronte del fatto che « fino a oggi la legge vietava il doppio dono per far sì che il bambino sia sempre legato biologicamente almeno a uno dei due membri della coppia ».
Anche Bruno Retailleau (presidente del gruppo LR al Senat) ha sostenuto che
se il legame “di sangue” venisse eliminato, ciò “potrebbe porre delle gravi questioni” rispetto alla filiazione, nonché aprire a “innumerevoli possibilità”, allorché la legge mira a “mantenere almeno un legame biologico tra bambino e genitori”.
Se alcuni senatori sembrano ignorare come anche nell’adozione di embrione (legale da quasi 10 anni in Francia) il legame genetico sia interrotto con entrambi i genitori, lo stesso non si può dire per la Ministra della salute, Agnès Buzyn. Quest’ultima ha ricordato come
« sia inevitabile constatare » che nei casi di doppia infertilità di coppia, le coppie
« non sono propense ad adottare un embrione provieniente da un altro progetto familiare » e che infatti solo « una ventina di bambini nascano ogni anno a fronte di 10.000 embrioni crioconservati ».
Per quanto riguarda invece l’autoconservazione dei gameti, in Senato nella giornata di giovedì 23 gennaio si è svolta una vicenda quanto meno singolare. In un primo momento i senatori si sono opposti all’eliminazione, dal progetto di legge, dell’articolo relativo all’autoconservazione, con 178 voti contro l’eliminazione, 109 a favore e 26 sostenuti. Successivamente, nel corso di un voto a scrutinio pubblico sull’articolo, 119 senatori hanno votato a favore e altri 199 contro. Questa perfetta uguaglianza ha comportato il rigetto dell’articolo. Inoltre, ben 24 senatori della République en Marche si sono astenuti, nonostante nella campagna elettorale del 2016-2017 il tema fosse stato ampiamente sostenuto dal partito di Emmanuel Macron.
In ogni caso, il dibattito al Senat si è concentrato su due filoni di pensiero tradizionali in relazione alla scelta di crioconservare i gameti, in assenza di una malattia che minacci la fertilità. Da un lato si sono alzate dunque le voci di chi si dichiara garante della libertà di scelta delle donne, mentre dall’altro dei detrattori della cattiva influenza della pressione sociale (specialmente subìta dalle donne che lavorano in aziende che scoraggiano la maternità).
La commissione speciale del Senato aveva inizialmente votato a favore dell’autoconservazione e la relatrice Muriel Jourda (Les Républicains) aveva sottolineato la sensatezza della riforma perché in sede di esame della proposta, nel dialogo con le associazioni di pazienti, era emerso come a richiedere l’autoconservazione fossero nella maggior parte dei casi donne in difficoltà a trovare partner pronti ad affrontare un progetto genitoriale.
La presidente del gruppo misto, Eliane Assassi, ha utilizzato invece toni più aspri e ha inteso mettere in guardia
« le persone che agiranno sotto la pressione della società, che veicola un obbligo alla maternità, perché non tutte le donne saranno appagate dall’aver raggiunto lo status di madri ».
Le questioni del doppio dono e dell’autoconservazione dovranno dunque tornare al vaglio dell’Assemblée Nationale, che si era espressa alla fine del 2019 a favore di entrambe le proposte.










che con una circolare ministeriale nel
sistemi sanitari, il Ministro della Sanità Donat Cattin emanò una circolare (n. 19 del 1987), con la quale vennero identificate le misure per evitare il contagio attraverso l’impiego di
Sanità sancirono l’illegalità da un lato di qualsiasi forma di

gioni nel loro quotidiano alla nascita e alla morte.
l corso di una gravidanza e a chiacchierare tra loro sono due gemelli… ancora nel grembo materno!
ca presso la Sezione Famiglia. La vita privata di Fiona è in crisi e, come sempre, la giudice cerca conforto nel proprio lavoro. Il caso che le viene affidato riguarda Adam Henry, 17 anni e 9 mesi, quindi non ancora legalmente pronto ad assumere decisioni sulla propria vita. La grave forma di leucemia di cui soffre sarà la causa dalla quale Fiona, Adam e i genitori del ragazzo dovranno confrontarsi per trarre una decisione fatale: accettare o meno la trasfusione salvavita, da testimoni di Geova praticanti. Un libro che parla di autodeterminazione e scontro tra precetti religiosi e mondo laico, con tagliente puntualità. “The Children Act”, in italiano “
Il pregio del libro, specialmente perché non autobiografico, è di portare a galla con disarmante acume il peso fisico e psichico di un percorso di PMA, senza mai cadere nel vittimismo. Una scrittura che cattura anche le persone meno interessate al tema (ho svolto dei test!). Si tratta di “
ra miliare del dibattito sui diritti riproduttivi femminili, risalente al 1985 e dal quale è stata recentemente tratta una serie TV di grande successo. In un mondo distopico, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario in cui il potere è esercitato attraverso il controllo del corpo femminile. Le ancelle hanno il compito di garantire una discendenza all’élite dominante, perché sono rimaste le uniche donne in grado di procreare. Nella Repubblica di Gilead, Stato monoteocratico nel quale si sono trasformati gli USA, molti uomini sono sterili, ma nessuno può ammetterlo. Secondo i teologi di Gilead, solo alla donna può essere imputata la sterilità. Un romanzo imprescindibile per il suo portato di critica sociale e politica, molto meno distopica di quanto si possa pensare. Si tratta ovviamente de “
Mondadori Università (
. Uno splendido libro che spiega da dove vengono i bambini se la cicogna non si presenta e sotto i cavoli non si trova nessun bebè. “