Le donne nella scienza: Rosalind Franklin, il DNA e quel Nobel tutto maschile.

La Giornata Internazionale delle ragazze e delle donne nella Scienza
si celebra oggi, 11 febbraio!

E’ stata proclamata dalle Nazioni Unite e patrocinata dall’Unesco per incoraggiare"FridaysForFuture"_protest_Berlin_14-12-2018_17.jpg la partecipazione delle donne nella scienza, al fine di garantire pari opportunità nelle carriere. Quest’anno il tema è il cambiamento climatico, per cui Greta Thunberg e Kiara Nirghin sono state citate come modelli dal direttore generale dell’Unesco, Audrey Azoulay.

 

Ma le donne nella scienza non sono solo quelle da supportare per costruire un futuro più equo, ma anche quelle del passato il cui operato non va dimenticato. Per questa ricorrenza ho scelto quindi di ricordare Rosalind Franklin, biochimica inglese, con un dottorato di ricerca in chimica fisica e ricercatrice del King’s College di Londra.

 

dna-1370603787LgYIl suo nome potrebbe non suonarvi nuovo, perché associato a una delle scoperte più importanti del secolo scorso: la struttura a doppia elica del DNA. Infatti, quando nel 1962 il premio Nobel per la medicina fu assegnato a James Watson, Francis Crick e Maurice Wilkins per aver scoperto quella struttura, Rosalind Franklin non ricevette alcun riconoscimento.

 

Occorre fare però un passo indietro fino al 1953.
In quell’anno la scienziata annotò sul proprio taccuino di lavoro: “il Dna è composto da due catene distinte”.
Aveva maturato quest’ipotesi dopo aver scattato alcune foto (difrattogrammi) del DNA, delle quali la n. 51 ABDNAxrgpjfu mostrata da un superiore della Franklin a due  studiosi. Il superiore era Wilkins, mentre i due studiosi erano Watson e Crick.
Questi ultimi, solo due settimane dopo, pubblicarono il celebre articolo su Nature nel quale illustravano la struttura a doppia elica del DNA.  Rosalind Franklin aveva dunque contribuito inconsapevolmente grazie a due grandi capacità: quella di creare preparati chimici e quella di analizzare ai raggi X. Abilità che  le avevano permesso di ottenere quelle poi descritte come “tra le più belle fotografie a raggi X di qualsiasi sostanza mai scattate” (come ha riportato la biografa Brenda Maddox).

Nel 1951 Rosalind Franklin aveva anche capito come esistessero due forme di DNA: una forma base, quando asciutta (cristallina/forma A), e una più sottile e lunga, quando bagnata (paracristallina/forma B).

Ma nel 1963, come dicevamo, Rosalind Franklin non venne insignita di nessun premio, anche se questo avrebbe solo potuto essere postumo. La scienzata morì infatti a soli 37 anni (1958), a causa di un cancro particolarmente aggressivo.  Se dunque da un lato il conferimento postumo del Nobel non era previsto a regolamento, dall’altro molti dubbi sorsero dall’assenza totale di qualsiasi riferimento al suo contributo. Si sostenne anche che non fosse possibile attribuire un premio a più di tre persone.

Watson, nel suo celebre libro “La doppia elica” (1968), ha lasciato intendere come nell’ambiente della ricerca inglese un machismo fosse diffuso e radicato. Rosalind_FranklinCiò non gli impedì, nello stesso libro, di spendere parole poco lusinghiere nei confronti della Franklin, descritta come la “la terribile e bisbetica Rosy“, con un carattere insopportibile e gelosa delle proprie attività di ricerca. Non solo, perché secondo Watson la scienziata si vestiva come un’adolscente, senza truccarsi e non era per nulla attraente a livello fisico. Quale pertinenza avrebbero questi elementi con la levatura intellettuale della scienziata? Evidentemente nessuno, se non quella di poter mettere in luce la forte misoginia di Watson, denunciata da Mary Ellmann nel libro “Thinking about women” (1970). Oltre alla misoginia, James Watson nel corso degli anni ha anche dato spazio a esternazioni di natura antisemita e razzista, delle quali le ultime solo poco

Nei carteggi di Rosalind Franklin, tuttavia, emerge una sofferenza legata più a discriminazioni sociali e religiose, che non a quelle di genere, pur sempre presenti. Rimane il fatto che l’ambiente lavorativo  del King’s College si fosse rivelato avverso e così la scienziata si trafserì al Birkbeck College, dove il professor Bernal le permise di iniziare la ricerca sul virus del mosaico del tabacco (TMV). Attività che rimase incompiuta a causa della morte precoce.

Negli ultimi anni di vita, Rosalind Franklin mantenne una fitta corrispondenza 800px-Franklin-wilkins.jpgcon il solo Francis Crick, mentre in seguito alla morte il King’s College ha intitolato un edificio a lei e a Maurice Wilkins. Oltre alla biografia tracciata da Brenda Maddox, anche Gabriella Greison ha tracciato un ritratto della scienziata, nel suo libro dedicato alle sei donne che hanno cambiato il mondo.

 

Ancora oggi le donne faticano enormemente a trovare il proprio spazio nella scienza, complice un’educazione fortemente pregna di stereotipi di genere. Si può pensare di cambiare questa realtà solo accrescendo sin dall’infanzia la consapevolezza delle bambine nelle loro capacità scientifiche. La de-legittimazione delle donne nell’ambiente della ricerca e nella scienza è un limite che lede la società in generale, minandone le basi democratiche nel senso più profondo.

L’auspicio è, come per tutte le ricorrenze di questo tipo, che una Giornata Internazionale non esaurisca i propri effetti nelle 24 ore solari della propria durata!


RIFERIMENTI :

  1. B. Maddox, Rosalind Franklin: The Dark Lady of DNA, Harper Perennial, 2003.
  2. J.D. Watson and F.H.C. Crick, Molecular Structure of Nucleic Acids: A Structure for Deoxyribose Nucleic Acid, in Nature, 171, pp. 737–738 (1953.
  3. J.D. Watson, La doppia elica, Garzanti, 2016.
  4. M. Ellmann, Thinking about women, Mariner Books, 1970.
  5. G. Greison, Sei donne che hanno cambiato il mondo. Le grandi scienziate della fisica del XX secolo, Bollati Boringhieri, 2017.

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